Reportages

Nuovo reportage: Sri Lanka

Il Fatto del mese

Postato da Cesare Sangalli • 

Andrea Agnelli e gli amici della Juve: tutti “Bravi Ragazzi”

“Quando sono entrato nella sede dei Drughi, ho visto mazzette (“bricks”) di contanti e biglietti, vicini ad un enorme poster di Mussolini. Sembrava più una banca che un fan club”. Parla di ultras, il giornalista inglese Tobias Jones, nel suo reportage del 2016, quando ancora i grandi media italiani dormivano sonni beati,  parla della Juventus: i Drughi sono uno dei cinque gruppi del tifo organizzato della curva della “Vecchia Signora” , il più numeroso, il più potente, il più solido da quando, una ventina di anni fa, c’è stato un “salto di qualità” del settore. La torta si è fatta più grande, come gli appetiti; ed è cresciuta la violenza, la capacità intimidatoria dei “tifosi”. C’è stata una selezione naturale dei capi.

W l'Italia ... fra memoria e attualità ...

Postato da Cesare Sangalli • 

Tunnel of love
(qui si fa l’Italia, e l’Europa, o si muore)

Se siete nel 64 per cento di italiani favorevoli al TAV, secondo un sondaggio presentato da Bruno Vespa (e quindi con ogni probabilità falso come lui) è arrivato il momento di cambiare idea. Perché sul tunnel e sul treno tanto amato dall’establishment (da qui il titolo, omaggio ai Dire Straits, festival di Sanremo 1981) si gioca la politica nazionale (con forti riflessi sull’Europa).
Ormai la questione va ben oltre il merito: l’analisi costi/benefici ha infatti confermato con zelo quello che era abbondantemente noto da anni: il Tav è opera costosissima, inutile, ad alto impatto ambientale, a bassissimo tasso democratico (le comunità coinvolte sono state trascurate e perseguitate; in buona parte, sono le stesse persone che sfidano i gendarmi francesi assistendo e accompagnando i migranti oltre confine; quindi due volte eroici).

Libri

Postato da Cesare Sangalli • 

La resistenza della differenza
(tra liberazione e dominio)

Per resistere al potere di oggi, che è “inclusivo, strisciante, subdolo, biopolitico”, soprattutto per le donne, (come dice Laura Marchetti, nell’introduzione), occorre una strategia di resistenza, la “resistenza della differenza” che “disimpara la guerra ma riprende il conflitto”. E’ una resistenza che parte dalla propria esistenza individuale, per farsi poi storia condivisa, e quindi, possibilmente, Storia (proprio nel mondo della “fine della Storia”). La stessa copertina del nuovo libro di Irene Strazzeri (vedi anche “Post Patriarcato” in rubrica) ci annuncia una donna/madre guerriera, con uno sguardo “dritto e aperto sul futuro”, direbbe il cantautore Pierangelo Bertoli, quindi “a muso duro”.

 

Femminile Plurale

Postato da Anna Segre • 

NON LIBERA, SONO IO

Sono stata educata che gli adulti hanno l'ultima parola, che i professori hanno quasi sempre ragione, e nel quasi sta una preparazione tale da confutarli.
Non si risponde per le rime a uno più potente che ti rivolgerà contro ritorsioni di ogni tipo, non si offende il personaggio ambito, il fico della classe, non si dubita del dottore e ci si fa visitare come dice lui, si ubbidisce alla divisa, alla legge, a Dio.
Noi non siamo state educate per dare calci nelle palle a chi esagera o abusa, noi non siamo state addestrate a denunciare.