Reportages

Nuovo reportage: Sri Lanka

Il Fatto del mese

Postato da Cesare Sangalli • 

CMC Ravenna, una cooperativa rossa (ma di vergogna)

“In questi anni, la retorica dello sviluppismo e delle grandi opere è servita solo a coprire gli affari di una borghesia mafiosa che, arricchendosi coi soldi pubblici, ha impoverito i calabresi rendendo questa terra invivibile”. Il giudizio, durissimo, è di Delio De Blasi, dirigente cosentino della CGIL, citato dal “manifesto” nell’articolo sullo scandalo che ha coinvolto il governatore PD della Calabria Mario Oliverio e l’ex consigliere Nicola Adamo, sempre del PD. La grande opera (inutile) in questo caso è la metropolitana di superficie Cosenza-Rende, per collegare la città capoluogo all’Università della Calabria. In tempi non sospetti (2014), il M5S locale aveva denunciato la totale sproporzione del progetto, che per coprire i costi di manutenzione avrebbe dovuto servire una popolazione di 300-400mila persone, quando Cosenza non arriva a 100mila.

W l'Italia ... fra memoria e attualità ...

Postato da Cesare Sangalli • 

Scomunicate “Attila” Salvini(e mandatelo all’opposizione)

L’analisi più corretta del voto italiano (quello europeo è stato assai diverso) l’ha fatta, paradossalmente, il comunista folcloristico Marco Rizzo, e l’ha fattaPRIMA del voto. Intervistato, non a caso, da un giornalista destrorso come Franco Bechis, Rizzo viene sintetizzato nel titolo del filmato su Youtube con queste parole: “La sinistra è papista e gretina”. Giusto, giustissimo, quasi geniale. Lui voleva essere sarcastico, nei confronti della sinistra;tanto che il concetto del sedicente comunista sarebbe potutotranquillamente comparire a nove colonne su “Libero”: “LA SINISTRA E’ PAPISTA E GRETINA”.Rizzo ha perfettamente ragione, ma in positivo.  Certo, con tutti i problemi che questo comporta.

Libri

Postato da Cesare Sangalli • 

La resistenza della differenza
(tra liberazione e dominio)

Per resistere al potere di oggi, che è “inclusivo, strisciante, subdolo, biopolitico”, soprattutto per le donne, (come dice Laura Marchetti, nell’introduzione), occorre una strategia di resistenza, la “resistenza della differenza” che “disimpara la guerra ma riprende il conflitto”. E’ una resistenza che parte dalla propria esistenza individuale, per farsi poi storia condivisa, e quindi, possibilmente, Storia (proprio nel mondo della “fine della Storia”). La stessa copertina del nuovo libro di Irene Strazzeri (vedi anche “Post Patriarcato” in rubrica) ci annuncia una donna/madre guerriera, con uno sguardo “dritto e aperto sul futuro”, direbbe il cantautore Pierangelo Bertoli, quindi “a muso duro”.

 

Femminile Plurale

Postato da Erika Bernacchi • 

Il “femonazionalismo”: ci può essere un femminismo di destra?

In questo periodo caratterizzato dall’affermarsi di forze e partiti politici nazionalisti, la promozione dei diritti delle donne, l’eguaglianza di genere e i valori femministi vengono messi in maniera crescente in opposizione all’idea di una società multiculturale, ai valori dell’antirazzismo e dell’intercultura. Spesso una serie di pratiche culturali, quali le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e l’uso del velo islamico,vengono prese ad esempio dell’inconciliabilità tra l’idea di società multiculturali e i valori femministi. Si sostiene poi che la presenza di uomini immigrati, in particolare quelli appartenenti a determinate etnie o religioni, aumenti la violenza contro le donne e vada in direzione contraria ai diritti delle donne e delle minoranze sessuali quali i gruppi LGBT.