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Il vento nuovo e le vispe Terese


Partiamo da un fatto apparentemente minore. Il ministro Cécile Kyenge (“ministra” suona ancora troppo brutto) è da un mese e mezzo il bersaglio preferito, insieme a Laura Boldrini, dei giornali della destra (“Libero” e “Giornale”, ormai citati sempre a coppia, come Bonnie & Clyde).
Un'esponente locale della Lega, tale Dolores Valandro da Padova, ha caldeggiato lo stupro del ministro.
Prima del calar della sera era già stata espulsa dal partito. E questa è la vera notizia.
Perché? Perché solo qualche mese fa una come Dolores Valandro sarebbe rimasta tranquillamente al suo posto.
La conferma la troviamo cercando nell'archivio di questa rubrica, precisamente da “Il grande freddo”, scritto nel 2005, che parlava a posteriori della prima, grande vittoria di Berlusconi, e delle sue ricadute per l'Italia: “ La prima conseguenza (della vittoria delle destre N.d.A.) è stata quella di legittimare ogni idiozia, anche quelle più odiose, volgari, razziste, eversive. Era il nuovo che avanzava, era lo spirito dei tempi, i progressisti sembravano terribilmente fuori moda. Ha ragione Antonio Albanese – Alex Drastico: “le cazzate non vanno in prescrizione”. Non ci è stato risparmiato niente. Da “Musssolini è stato il più grande statista del secolo” a “prendiamo le impronte dei piedi agli extracomunitari”. Da “i crimini dell'esercito russo in Cecenia sono propaganda” a “vendiamo le spiagge per risolvere la questione del sud” . Ogni giorno un po' più in basso, ogni giorno un po' peggio. Alla fine le parole hanno perso qualsiasi contenuto, per la legge del contrappasso” .
Questa fase, durata fin troppo, si sta chiudendo.
In principio fu Battiato, si potrebbe dire: la sua infelice uscita sul Parlamento di “troie” era di stampo maschilista, fuori tempo massimo, e soprattutto fuori luogo (il Parlamento Europeo non è il Bar Sport).
Crocetta ha fatto bene (anche se dispiace per Battiato) a ristabilire il principio che chi riveste un ruolo pubblico deve rispondere di ciò che dice, delle persone che sceglie, dei controlli che deve operare (si chiama responsabilità politica: “ in exprimendo, in eligendo, in vigilando ”). Ora è il turno di due leghisti, l'ultrarecidivo Borghezio e la signora padovana succitata. Il ministro Kyenge ogni volta ha replicato in modo impeccabile, impartendo lezioni di signorilità ai tanti colleghi maschi e italiani “doc”.
Questo è già il vento nuovo: imparare da un'emigrante africana, e capire quanto si è rimasti indietro. I tanti reazionari in circolazione, magari travestiti da liberali, stanno perdendo il controllo della situazione. L'ultimo è Giovanni Sartori , che sul “Corriere della Sera” si è rivolto sempre al ministro Kyenge (la loro è un'autentica ossessione) sul tema dello “ius soli”, chiedendo allo Stato “di comprarle un dizionario”, perché l'Italia non è un paese “meticcio”, come inequivocabilmente stabilito da Sartori in persona. Ipse dixit (chiedere, sul meticciato, ad arabi, normanni, iberici, longobardi, fenici, greci…).
Su alcuni temi (immigrazione, diritti dei gay, rispetto delle donne, tutela dell'ambiente) i reazionari travestiti da liberali sono finalmente sotto schiaffo. Ci sono volute due decadi, ma insomma il vento è girato. Le loro idee, i loro contenuti, che già erano pochi e deboli, adesso sono vicini allo zero.
E anche il peso politico, dopo le ultime amministrative, è ormai ridotto al lumicino, alla mera sopravvivenza.
Forza Italia, AN, la Lega e perfino l'UDC, con i loro leader, Berlusconi, Fini, Bossi, Casini, che hanno dominato la Seconda Repubblica , soprattutto negli anni Zero, sono sempre più smarriti, diciamo “tristi, solitari e finali”, parafrasando Osvaldo Soriano.
Se siamo arrivati fin qui (e certo non abbiamo fatto ancora niente, assolutamente niente) buona parte del merito, ammettiamolo, va a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle.
Abbiamo difeso il PD e Bersani, quando tutti gli sparavano addosso, figuriamoci se non possiamo spezzare una lancia per chi ha aperto la falla più grande nella Corazzata Potemkin del Potere. Che ora sta piegata su un fianco, come la Concordia di Schettino, ma è ben lungi dal farsi smantellare.
Se il Potere vacilla, si piega, ma non cade, è soprattutto per (de)merito dell'”intellighentsia” italiana.
Le possiamo chiamare le “vispe Terese”. Sono ancora lì che fanno finta di interrogarsi sulle prospettive della destra italiana, rammaricandosi, da buoni liberali, dell'occasione perduta da Berlusconi (Berlusconi in realtà l'occasione l'ha colta in pieno, al di là di ogni immaginazione, addirittura segnando un'epoca).
Sono ancora lì che discettano di semipresidenzialismo e di riforme, sempre in punta di piedi in mezzo al dolore profondo che questo ventennio (ma possiamo dire trentennio) di sfascio morale ha prodotto.
Sembrano proprio gli scribi e i farisei del Vangelo. Sepolcri imbiancati, strutturalmente incapaci di battersi per una buona causa, fisiologicamente incapaci di prendere una posizione scomoda, di pagare il prezzo dell'opposizione.
E' grazie a loro che nessuno si è accorto delle condanne in Cassazione ad agenti, medici e infermieri per i fatti di Bolzaneto. E' grazie a loro che non esiste ancora il reato di tortura in Italia. E' grazie a loro che la Trimurti italiana (Presidente della Repubblica, Vaticano e Carabinieri) non si tocca, “nei secoli fedeli” tutti quanti. Fanno di tutto per farci accettare il monarca Napolitano e l'ennesimo governo delle oligarchie, condannato al fallimento fin dalla nascita.
Anche perché non si fa in tempo ad apprezzare almeno un po' un personaggio istituzionale, come per esempio il ministro della giustizia Cancellieri, che già ci si deve pentire (“la legge sulla corruzione non è una priorità”, ma pensa un po'). Non bastava Piero Grasso (ché uno dice: sempre meglio di Schifani) a dichiarare che con l'approvazione dello ius soli saremmo “invasi dalla puerpere” (ricordatevi l'apertura: “le cazzate non vanno in prescrizione”).
Aggiungiamo il Ministro della Pubblica istruzione, Carrozza, dal profilo impeccabile, che si schiera apertamente per il finanziamento alle scuole private in quel di Bologna (perso clamorosamente, altro segnale inequivocabile del vento che è cambiato).
Di questo governo, alla fine, si salverà probabilmente solo il ministro Kyenge, visto che perfino la simpatica, bravissima (come sportiva) Josefa Idem pare che da buona italiana sia incappata in qualche problemino di abusi edilizi.
Però aspettiamo a dare giudizi, dicono in coro le Vispe Terese.
Certo , come sempre Letta & Co. stanno lavorando per noi.
In fin dei conti è solo da un paio di mesi che sono all'opera.
Peccato che noi stiamo aspettando dal 1993.
Sono tutti, senza volerlo, sostenitori dell'eutanasia politica. Che è più o meno ciò che sta avvenendo, aspettando la fine definitiva di Berlusconi.
Tramontano i “sindaci sceriffi”, o quelli del saluto romano, o gli ultimi ras democristiani (Gentilini, Alemanno, Scajola). Tramontano i leader carismatici, i partiti liquidi, i separatismi, le Grandi Opere, le guerre umanitarie, i talk show. Gli anni zero stanno finendo.
Loro vorrebbero distrarci con solito giochino di società, perfetto per l'estate, tipo “chi sarà il nuovo segretario del PD? ”, per variare l'altro “quanto durerà il governo Letta?”, incapaci di parlare di contenuti.
Ce lo sapremo ridire ai primi venti dell'autunno. E forse anche prima. Intanto, buona estate a tutti.
Cesare Sangalli