Il Fatto del mese

Postato da Cesare Sangalli • 

La mafia è una montagna di carta
La notizia sostanzialmente rimossa dai principali media (che per questo diventa fatto del mese) è il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa di Mario Ciancio Sanfilippo.
Mario Ciancio Sanfilippo, chi era costui? I giornalisti dovrebbero conoscerlo bene, i lettori probabilmente un po’ meno (a meno che non siano siciliani). Catanese, classe 1932, Mario Ciancio Sanfilippo potrebbe essere un personaggio del “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa.: figlio dei baroni Ciancio, nobiltà etnea, e nipote di Domenico Sanfilippo, fondatore del quotidiano “La Sicilia” (1945) , il giovane Mario si laurea in giurisprudenza, proprio sul diritto ereditario, lui che già possiede uno splendido agrumeto di 200 ettari. Potrebbe vivere di rendita, o provare a diventare notaio come il padre. Ma lo zio lo avvia invece al giornalismo, la vera passione del baronetto (insieme agli affari).

W l'Italia ... fra memoria e attualità ...

Postato da Cesare Sangalli • 

Fa’ la cosa giusta

Appello lanciato a tutti i naviganti,a partire da quelli siciliani, appello di sapore cinematografico. “Do the right thing” (“Fa’ la cosa giusta”) è uno dei migliori film di Spike Lee, regista afroamericano. Parla di convivenza, della difficile convivenza fra minoranze etniche, parla di violenza e di razzismo, riuscendo a mantenere comunque un tocco leggero e umoristico fino alla fine, perché la tragedia confina con la commedia e viceversa.  Il film è del 1989, ma era talmente all’avanguardia (negli USA infatti suscitò un vespaio di polemiche) che va benissimo anche per la situazione italiana (ed europea) di oggi.  In questo momento,a parte i casini spagnoli, tutti i riflettori sono puntati giustamente sull’Italia che si prepara al voto (a partire dalla Sicilia, e infatti da lì si riparte, proprio come cinque anni fa).

Libri

Postato da Cesare Sangalli • 

La resistenza della differenza
(tra liberazione e dominio)

Per resistere al potere di oggi, che è “inclusivo, strisciante, subdolo, biopolitico”, soprattutto per le donne, (come dice Laura Marchetti, nell’introduzione), occorre una strategia di resistenza, la “resistenza della differenza” che “disimpara la guerra ma riprende il conflitto”. E’ una resistenza che parte dalla propria esistenza individuale, per farsi poi storia condivisa, e quindi, possibilmente, Storia (proprio nel mondo della “fine della Storia”). La stessa copertina del nuovo libro di Irene Strazzeri (vedi anche “Post Patriarcato” in rubrica) ci annuncia una donna/madre guerriera, con uno sguardo “dritto e aperto sul futuro”, direbbe il cantautore Pierangelo Bertoli, quindi “a muso duro”.

 

Femminile Plurale

Postato da Nadia Frattaruolo • 

L'insicurezza delle donne? Solo questione di amigdala

Finalmente spacchetto dopo anni di lotta una delle pentole sottratte alla collezione "Corredo solo se ti sposi" a seguito della resa definiva di mia madre al mio evidente nubilato a vita .
#Nonunapentoladimeno è il nuovo slogan coniato per affermare definitivamente l'emancipazione di una figura femminile e di un'altra che tramonta.