Il Fatto del mese

Postato da Cesare Sangalli • 

Lobby, sempre lobby, fortissimamente lobby
(la strana coppia Manafort e Lombardi)
“Lobby” è una parola che viene dal latino “lobium”, cioè l’ampio cortile interno delle case patrizie romane, luogo ideale per conversazioni intime, magari passeggiando a braccetto, da buoni amici. Nella traduzione corrente, la lobby è il “gruppo di pressione”, cioè i portatori di un interesse, economico, culturale, sociale, religioso, che cerca di influenzare le politiche dei governi. Gli specialisti dell’attività, che può essere anche per una buona causa, sono nati indubbiamente negli Stati Uniti, dove le “lobbies” sono regolarmente registrate, e l’attività di “lobbying” può essere svolta da studi riconosciuti, anche di un certo prestigio. Uno di questi studi, nato alla fine degli anni Settanta, si chiama Black, Manafort, Stone & Kelly.  A noi interessa la storia di uno dei soci fondatori, Paul Manafort, uno degli “spin doctor” della straordinaria campagna di Donald Trump del 2016, recentemente arrestato con l’accusa di “cospirazione contro gli Stati Uniti”, per aver usato false notizie su Hillary Clinton, notizie fabbricate in Russia (il famoso “Russiagate”). 

W l'Italia ... fra memoria e attualità ...

Postato da Cesare Sangalli • 

Ma cos’è questa crisi
(abbasso il “fasciocapitalismo”)

Diciamocelo subito, così ci “leviamo il pensiero”, in tutti i sensi: il 2017 è stato un anno di merda.Intendiamoci. Se si scorre all’indietro l’archivio di questa rubrica, e si risale di dieci anni (!), troviamo il titolo di apertura per l’anno che stava iniziando: “2008, a tuffo nel tunnel”.  Il tunnel era in quel momento la probabile nuova vittoria di Berlusconi, che poi, nell’ultimo tratto di governo (2008-2011) arrivò a livelli surreali di abiezione morale (possiamo indicare la squallida storia di “Ruby rubacuori”, fatta passare dal Parlamento della Repubblica come nipote di Mubarak , come il punto più basso mai raggiunto nel dopoguerra). E’ quello che gli americani stanno sperimentando oggi con Trump. Noi il peggio lo abbiamo già visto, anche se, a quanto pare, un terzo abbondante di italiani non ne ha ancora avuto abbastanza. E già questo di per sé è un elemento pesantissimo, indigeribile.

Libri

Postato da Cesare Sangalli • 

La resistenza della differenza
(tra liberazione e dominio)

Per resistere al potere di oggi, che è “inclusivo, strisciante, subdolo, biopolitico”, soprattutto per le donne, (come dice Laura Marchetti, nell’introduzione), occorre una strategia di resistenza, la “resistenza della differenza” che “disimpara la guerra ma riprende il conflitto”. E’ una resistenza che parte dalla propria esistenza individuale, per farsi poi storia condivisa, e quindi, possibilmente, Storia (proprio nel mondo della “fine della Storia”). La stessa copertina del nuovo libro di Irene Strazzeri (vedi anche “Post Patriarcato” in rubrica) ci annuncia una donna/madre guerriera, con uno sguardo “dritto e aperto sul futuro”, direbbe il cantautore Pierangelo Bertoli, quindi “a muso duro”.

 

Femminile Plurale

Postato da Asia McCurry • 

What do we stand for anymore? (In che cosa crediamo ancora?)

E’ una tiepida sera di primavera nel Golfo Persico e il tempo scorre indifferente nellaricchissima capitale di una petro-monarchia islamica. Senza ormai rendercene più conto, assecondiamo con acquiescenzail ritmo placido di una vita pasciuta esicura, eterodiretta da inavvicinabili autocrati illuminati. Siamo in macchina, in perfetto orario per una cena importante, tragiornalisti, ambasciatori di grandi Paesi, signore dei salotti, consulenti dagli stipendi d’oro, qualche ministro. Il rosso al semaforo dura più a lungo del solito, il sole sospeso sull’orizzontedavanti a noi accompagna una chiusura di giornata armoniosa e calda, difficile non sentire dentrola sensazione rassicurante di questa routinecomoda, confortevole, senza apparenti contrasti, senza conflitti, senza imprevisti.Unacquario ben congegnato, ha osservato un amico di passaggio. Finché non incontri il disagio.